La fitodepurazione
Questa tecnica ecocompatibile, spesso a basso impatto ambientale e senza fanghi di supero, sfrutta i processi biologici, fisici e chimici delle piante palustri, come il Phragmites australis, per rimuovere inquinanti.
Caratteristiche principali della fitodepurazione:
Funzionamento: L'acqua scorre attraverso vasche impermeabilizzate, riempite di materiale inerte (ghiaia) dove alloggiano piante palustri. Le radici delle piante ossigenano l'acqua e ospitano batteri che degradano la sostanza organica
Piante utilizzate: Le specie più comuni sono la Phragmites australis (canna comune), Typha, Iris pseudacorus, Carex, e Giunco.
Tipi di impianto:
*Flusso superficiale (FWS): L'acqua scorre in superficie, simile a una zona umida naturale.
*Flusso sub-superficiale (VF/HF): L'acqua scorre sotto la superficie del materiale inerte, evitando cattivi odori e contatto con insetti.
Orizzontale: L'acqua attraversa il letto lateralmente.
Verticale: L'acqua viene immessa dall'alto e percola verso il basso.
*Flottante: Le piante crescono su zattere galleggianti, ideale per laghetti profondi.
Vantaggi: Basso consumo energetico, alto valore estetico e paesaggistico, creazione di biodiversità, ridotta produzione di fanghi, costi di gestione contenuti.
Applicazioni: Ideale per piccoli centri, abitazioni isolate, trattamento di acque grigie, zone rurali e affinamento di depuratori esistenti.
È fondamentale che l'impianto sia preceduto da una fase di pre-trattamento (come una fossa Imhoff) per separare i solidi grossolani.

